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COS'E' UN ECOSISTEMA
Cos'è un ecosistema.
Se mescoliamo due gas, l'idrogeno e l'azoto, e portiamo il miscuglio a certe condizioni di temperatura e di pressione, possiamo notare la formazione di ammoniaca, anch'essa gassosa. La trasformazione, però, non è completa: insieme all'ammoniaca permangono un po' di azoto e un po' di idrogeno che non si sono combinati e, se le condizioni di temperatura e di pressione restano le stesse, la composizione del miscuglio dei tre gas è assolutamente costante. Tutto finito? No, anzi tutto continua, perché mentre idrogeno e azoto si combinano a formare ammoniaca questa si decompone esattamente alla stessa velocità in azoto e idrogeno. Si è raggiunto uno stato di equilibrio dinamico.
L'esempio sembra troppo complicato? Facciamone uno più semplice. Sciogliamo in un bicchier d'acqua un cucchiaio di zucchero e mescoliamo con cura. Preleviamo con una pipetta un po' di liquido in parti diverse di questa soluzione e… assaggiamo: la bevanda è ugualmente dolce in ogni punto.
Eppure, mentre noi giudichiamo il sapore e guardiamo il liquido immobile nel bicchiere, miliardi di miliardi di molecole d'acqua e di zucchero si muovono incessantemente in tutte le direzioni. Le proprietà restano identiche in tutta la dolce bevanda perché, nel loro moto casuale, le molecole si distribuiscono in modo da raggiungere uno stato di equilibrio dinamico.
Ed è così per un numero sterminato di fenomeni, tanto che si può affermare che in natura la maggior parte degli equilibri siano dinamici e non statici, anche se per noi è più familiare l'osservazione di un tavolo in equilibrio sulle quattro gambe o di un vaso di fiori stabile sulla sua base, sopra la mensola.
Anche nel mondo biologico si tende a raggiungere condizioni di equilibrio e a mantenerle. Una comunità, intesa in senso ecologico come l'insieme di tutti gli individui che compongono le popolazioni presenti in una determinata area, e ancor più un ecosistema, cioè l'insieme delle comunità e dell'ambiente fisico in cui questa si trova a vivere, tendono a raggiungere condizioni di equilibrio dinamico. La complessità dei fattori che agiscono fra loro nel determinare queste condizioni rende la faccenda terribilmente più complicata di quanto non sia un bicchiere d'acqua zuccherata tranquillamente appoggiato sul tavolo di casa. Tuttavia, nell'ambito di un ecosistema agiscono innumerevoli meccanismi equilibratori che tendono a smorzare le oscillazioni delle sue caratteristiche.
Alcuni equilibri sono apparentemente facili da spiegare. Il contenuto di anidride carbonica nell'aria è costante perché le grandi quantità di questa sostanza che vengono utilizzate dalle piante verdi per compiere la fotosintesi sono compensate dalla "produzione" operata dalla respirazione di quasi tutti gli essere viventi.
In altri casi, le capacità di smorzamento delle oscillazioni sono palesemente sorprendenti. Che cosa sembrerebbe più indifeso del plancton (cioè della vita microscopica sospesa nell'acqua) dell'estuario d'un fiume esposto al tormentone delle maree? Eppure, una ricerca svolta anni fa per chiarire questo problema ha dimostrato che il grado di stabilità del plancton era oltre cinque volte superiore a quello dell'ambiente fisico in cui esso si trovava.
Si è detto prima che una comunità e un ecosistema sono in realtà molto più complesse di un bicchiere d'acqua zuccherata. I in una comunità interagiscono nei modi più impensati individui appartenenti a numerosissime specie animali e vegetali, e le fluttuazioni delle caratteristiche ambientali fanno sì che in un ecosistema le faccende si complichino in misura ancora maggiore.
Sulle fluttuazioni fisiche gli organismi, meglio, le comunità ancora una volta operano nel senso di una "ecoregolazione" che presenta aspetti molto interessanti. Non possiamo esaminare qui tutti questi aspetti della regolazione biologica, ma possiamo dire qualcosa su una specie vivente che troppo spesso agisce nel senso di una "ecosregolazione" o addirittura di un'"ecodistruzione" degli equilibri ecologici: la specie umana.
Non v'è praticamente luogo della Terra che non risenta in qualche modo dell'azione dell'uomo moderno. Basti pensare, per riprendere un argomento citato prima e per fare un esempio di vastissima portata, all'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera a causa del consumo sempre più intenso di ogni tipo di combustibile; i carboni fossili, il metano e il petrolio sono tutti di origine organica, e l'anidride carbonica che l'uomo ha liberato nell'atmosfera dall'avvento della società industriale è "discendente" da quella fissata dalle piante verdi per milioni di anni: come potrebbe quella "fare equilibrio" con questa, anche se gli oceani sciogliendo l'anidride carbonica svolgono un'imponente azione tamponatrice?

La mano dell'uomo ha provocato, e continua a provocare, guasti profondi negli equilibri della Natura. L'estinzione di intere specie animali è solo un aspetto, e non il più grave, della sua opera spesso funesta: le trasformazioni e le contaminazioni degli ambienti più disparati portono conseguenze che non è quasi mai possibile calcolare a priori.
Un piccolo esempio, molto significativo, potrebbe essere sufficiente per illustrare quanto affermato: in certe zone dello stretto di Long Island, nella costa orientale degli Stati Uniti, furono installati sulle spiagge allevamenti di anatre domestiche; le cose procedettero bene per un certo tempo, ma a lungo andare gli escrementi di tutti gli animali, dilavati dalle acque di pioggia e immessi in un mare poco profondo, produssero cambiamenti cospicui nella composizione del plancton e questa azione si fece sentire violentemente su di un'attività fin allora fiorente in quella zona, quella degli allevamenti di Molluschi, che vennero danneggiati con grande disagio economico.
Talvolta, quindi, basta la semplice imprudenza dell'uomo a provocare effetti negativi rilevanti, ma in qualche caso la miopia ecologica ha spiegazioni più sottili.
In certe riserve degli Stati Uniti si tende aa eliminare i falchi nella loro qualità di nemici delle quaglie. Ma è stato dimostrato che quando queste trovano un'adatta copertura vegetale nelle zone dove si nutrono possono sfuggire agevolmente all'attacco dei rapaci.
E' sufficiente quindi, per salvaguardarle, migliorare la sistemazione del terreno in senso opportuno, cioè migliorare l'ecosistema in modo attivo. Fatto ciò, non è più necessario eliminare i falchi, anzi, al contrario, è utile mantenerli perché essi cacciano i roditori che si nutrono delle uova di quaglia.
Purtroppo, operare una sistemazione ecologica è più difficile e meno appassionante che sparare ai falchi!
A volte, ancora, un guasto ecologico consegue a opere compiute… a fin di bene. Il lago di Mengozzo, un piccolo lago vicino al lago Maggiore con ricambio d'acqua molto scarso a causa delle limitate dimensioni del suo bacino imbrifero, per questo suo isolamento e per le sue rive poco popolate è sempre stato al di fuori di minacce inquinanti.
Quando si decise di costruire la fognatura per pochi abitanti del paese, scaricando beninteso i liquami nel lago, e contemporaneamente si innalzò il livello delle acque per i lavori di realizzazione di un canale Mengozzo-Maggiore, il limitato ricambio ne risentì in modo notevole e parve minacciare una catastrofe.
Fortunatamente, in pochi anni le risorse di "ecoregolazione" provvidero a riportare alla normalità le condizioni del lago di Mengozzo, che oggi può essere definito addirittura un lago esemplare.
Da quanto si è detto, appaiono chiari gli scopi che deve proporre l'opera dell'uomo e quindi anche per quanto qui ci sta a cuore l'opera di conservazione del Parco del Ticino.
Non si tratta di un capriccio alla moda, ma del richiamo di tutti al rispetto di equilibri e di beni naturali. Non si tratta di un impulso emotivo, ma di un impegno razionale alla protezione di un ecosistema che si estende dal lago Maggiore fino al Po, in una valle per mille motivi tra le più affascinanti del mondo. Non si tratta di un sentimentalismo particolare verso questa o quella specie animale, ma di un abbraccio ecologico di tutto un ecosistema, nel quale tutti siamo coinvolti e ci dobbiamo sentire impegnati.
Come affermava E. P. Odum, al di sopra di ogni altra considerazione l'ecologia ci insegna che dovremmo avere rispetto per tutte le forme di vita. Molti organismi apparentemente "cattivi" sono in realtà "buoni"; molti organismi apparentemente inutili sono in realtà utili. L'uomo deve pensare di più a regolare e utilizzare la Natura e meno allo sterminio in massa, salvo il caso delle poche specie che siano concorrenti o parassiti diretti.
Il modo di procedere più ragionevole è la conservazione dell'ecosistema, piuttosto che di questa o quella specie come ancora molti credono: la varietà e l'equilibrio della vita devono essere considerati un tesoro nazionale e internazionale dall'Homo che si autodefinisce sapiens e che è ancora così poco civilis.


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