Mammiferi del parco del ticino - BENVENUTI A MORIMONDO

Benvenuti a
Vai ai contenuti
MAMMIFERI

Scoiattolo
I mammiferi nel Parco del Ticino
I Mammiferi alcuni secoli fa vantavano una cospicua presenza nel parco, sia per numero di capi che per numero di specie. Il progressivo sviluppo dell'uomo, inarrestabile e in più casi violento, direttamente attraverso la pratica venatoria e indirettamente contribuendo alla modifica dell'ambiente disboscando, coltivando o bonificando, ne ha provocato la decimazione o la riduzione.
Solo in documenti di archivio, datati 1800 o 1700, possiamo trovare tracce, attraverso citazioni o decreti di salvaguardia o di caccia, di specie quali il lupo, la martora, il cervo e il capriolo.
Stessa sorte era toccata a daino e cinghiale; che però ora possiamo ritrovare grazie a insediamenti, voluti o fortuiti, di capi tenuti in riserve prossime al Parco. Ma si tratta di gruppi ancora di scarso numero, che necessiterebbero di cure ed aiuti, con ulteriori introduzioni, per evitarne il decadimento per consanguineità. Non tutti gli animali scomparsi sarebbero facilmente reintroducibili.
Nel parco così ormai cambiato di aspetto, solo il capriolo amante delle zone di contatto tra il bosco e i prati e luoghi di vegetazione preforestale, troverebbe il suo habitat più naturale.
Gli stessi animali tuttora presenti (circa una trentina di specie) vivono appartati nei limitati spazi loro rimasti, percependo quasi la vicinanza dell'uomo e temendone gli effetti di ogni sua pratica. Qui tratteremo solo di una parte di essi.
Dei classificati tra i roditori, piccoli animali dalla particolare dentatura con incisivi a scalpello in continua ricrescita a compensazione del consumo, plantigradi (che poggiano sugli interi piedi), tratteremo dello scoiattolo, del ghiro, del moscardino, e dell'arvicola
Nel parco così ormai cambiato di aspetto, solo il capriolo amante delle zone di contatto tra il bosco e i prati e luoghi di vegetazione preforestale, troverebbe il suo habitat più naturale.
Gli stessi animali tuttora presenti (circa una trentina di specie) vivono appartati nei limitati spazi loro rimasti, percependo quasi la vicinanza dell'uomo e temendone gli effetti di ogni sua pratica. Qui tratteremo solo di una parte di essi.
Dei classificati tra i roditori, piccoli animali dalla particolare dentatura con incisivi a scalpello in continua ricrescita a compensazione del consumo, plantigradi (che poggiano sugli interi piedi), tratteremo dello scoiattolo, del ghiro, del moscardino, e dell'arvicola a rappresentanza dei tanto dannosi "topi campagnoli".
Tra gli ungulati, così chiamati perché hanno l'ultima falange delle dita coperta da un astuccio corneo chiamato zoccolo, i già citati daino e cinghiale.
Tra gli ungulati, così chiamati perché hanno l'ultima falange delle dita coperta da un astuccio corneo chiamato zoccolo, i già citati daino e cinghiale.
Dei carnivori, così chiamati perché si nutrono prevalentemente di carne e sono quasi tutti predatori, assalgono infatti vivi avvallendosi
dei canini sviluppatissimi acuti, troviamo la volpe tra i canidi, la faina, la donnola, la puzzola, il tasso e la sopravvissuta lontra tra i mustelidi dal caratteristico corpo lungo e sottile e zampe brevi.
Tra gli insettivori, così chiamati perché si nutrono di insetti, plantigradi e a dentatura completa, troviamo la talpa, il toporagno el il riccio.
Dei chirotteri la specie più diffusa del pipistrello nano.




Roditori
Sono piccoli; hanno dentatura incompleta: mancano i canini, gli incisivi a scalpello sono senza radice crescono man mano si consumano. Sono plantigradi; solitamente le dita sono 4 negli arti anteriori e 5 in quelli posteriori. Sono molto prolifici, vegetariani od omnivori. Sono distinti in Simplicidentadati e Duplicidentati.
SIMPLICIDENTATI
Hanno 2 incisivi nella mascella e 2 nella mandibola.
SCOIATTOLO (Sciurus vulgaris)
Lo scoiattolo comune, grazioso e agile, è lungo 25 cm., ha orecchie munite di un ciuffo di peli, grande coda a pennacchio e una pelliccia il cui colore varia con la stagione e la località in cui vive. Possiede arti brevi capaci di maneggiare oggetti, posteriori lunghi atti al salto. Conduce vita prevalentemente arboricola. Nel solido e caratteristico nido, scavato nella cabità dei tronchi o alla biforcazione di grossi rami, immagazzina noci, pinoli e nocciole, di cui spesso di dimentica, e di cui si nutre oltre a gemme e uova. D’inverno cade in letargo. Si accoppia in marzo. Il periodo di gestazione dura un mese e mezzo. Dà alla luce solitamente dai 3 ai 5 piccoli.
GHIRO (Myoxus glis)
Il ghiro, lungo 30 cm., ha forma intermedia tra lo scoiattolo e il topo. Ha fitto pelame sul dorso e bianco sul ventre, grossa coda di circa 10 cm. E’ dannoso perché sciupa in gran quantità noci, castagne, nocciole e frutta di ogni genere, che abbandona dopo averle intaccate. Cade in letargo negli alberi cavi all’approssimarsi dell’inverno. Si accoppia in primavera avanzata. La gestazione dura 30 giorni. Partorisce dai 4 o 5 piccoli.
MOSCARDINO (Moscardinus Avellanarius)
ARVICOLA (Arvicola terrestris)
DUPLICIDENTATI
Hanno la mandibola che si muove da destra a sinistra con due incisivi, la mascella con due incisivi, dietro ai 2 grandi, molto piccoli supplementari; ed il labbro superiore con una forte incisione mediana (labbro leporino).
LEPRE (Lepus euroaeus)
La lepre è lunga circa 70 cm. Ha la coda breve e padiglione auricolare molto lungo. La pelliccia dai colori tendenti a quelli del terreno. E’ molto veloce, particolarmente adatta al salto, e può raggiungere al galoppo i 65 Km/h. Si nutre di erbe, di grano, granoturco e scorze d’alberi. La femmina partorisce, dopo gestazioni di un mese e mezzo, da 1 a 4 piccoli fino a 4 volte all’anno.
CONIGLIO SELVATICO (Oryctolagus cuniculus)
Carnivori
Sono così chiamati perché si nutrono di carne. Presentano quindi dentatura completa. Sono predatori. Assalgono animali vivi, grazie a canini sviluppatissimi e acuti.
CANIDI
Hanno 42 denti con canini acuminati. Sono digitigradi, hanno artigli non retrattili, e gli arti quasi della stessa lunghezza.
VOLPE 8Vulpes vulpes)
Si differenzia per la pupilla ellittica, dilatabile nell'uscurità.  E' dotata senza dubbio di prudenza e astuzia, ma non quanta la tradizione popolares le attribuisce. Ha canini superiori di notevole lunghezza, il muso sottile, la fronte depressa, la pelliccia fulvo-rossastra nelle parti superiori e bianchiccia o nerastra sul ventre. E' molto agile. Verso il crepuscolo lascia la sua tana sotterranea, profonda e intricata, che generalmente usurpa al tasso, e preda topi campagnoli, conigli, lepri, rettili e uccelli. Si accoppia in gennaio o febbraio; dopo una gestazione di 2 mesi partorisce da 3 a 12 piccoli.
MUSTELIDI
Hanno il corpo generalmente lungo e sottile e zampe brevi. Sono plantigradi. Molti hanno pelo morbido e pregiato.
FAINA (Martes foina)
Ha pelliccia di colore grigio-bruno-giallastro sul ventre e sui fianchi con una macchia bianca sul petto. Ha il capo slanciato, il muso a cuneo con lunghi baffi tattili e orecchie arrotondate. E' una straordinaria saltatrice e un'abile arrampicatrice, avendo arti posteriori più lunghi di quelli anteriori e artigli aguzzi non retrattili.
Vive nei boschi folti: Caccia piccoli roditori. Insidia i pollai che può raggiungere e abbandonare servendosi dei più piccoli pertugi, attraverso i quali s'infila con sorprendente agilità. Partorisce a primavera inoltrata dai 3 ai 5 piccoli.
DONNOLA (Mustela nivalis)
TASSO (Meles meles)
LONTRA (Lutra lutra)
Ha corpo lungo e flessibile lungo circa 1 metro e 30, piedi palmati adatti alla vita in acqua, pelame morbido lucente e impermeabile, coda lunga e ingrossata alla base che fa da timone, narici chiudibili, orecchie corte e provviste di valvola di chiusura. E' abilissima nuotatrice. Vive lungo la riva del fiume, dove costruisce tane sotterranee. Si ciba di pesci. Si accoppia in primavera. La gestazione dura 2 mesi. Dà alla luce dai 2 ai 4 piccoli.
PUZZOLA (Mustela putorius)
Ugulati
Gruppo di mammiferi così chiamati perché hanno l'ultima falange delle dita coperta da un astuccio corneo, chiamato zoccolo.
ARTIODATTILI
Hanno un numero pari di dita di cui il terzo e il quarto più sviluppati e raggiungenti il suolo, il secondo e il quinto ridotti o mancanti.
DAINO (Dama dama)
E' ruminante, ha un mantello bruno rossiccio con macchie bianche d'estate, grigio scuro d'nverno. Il maschio possiede corna caduche, grandi e palmate. Di temperamento schivo e timido, è agile, corre e nuota molto bene. Si nutre di erba, bacche, semi, fogliame, che si procazzia solitamente dalla sera fino all'alba. In branchi per gran parte dell'anno, si dissocia nella stagione degli amori. Si accoppia in autunno. La gestazione dura 8 mesi. Partorisce un solo piccolo.
CINGHIALE (Sus scrofa)
E' il porco selvatico, probabile progenitore dei suini dimestici. E' alto alla spalla circa 1 m. e lungo 2 m. I piccoli hanno un mantello pezzato o bruno con chiare strisce longitudinali che poi scompaiono. Vive nei boschi specialmente se paludosi, in branchi di una ventina di capi. E' omnivoro. Mangia radici, frutti, piante, ma anche topi, vermi e insetti. Ha canini sporgenti, ricurvi e affilati che formano, soprattutto nel maschio, 2 robuste zanne che servono come arma i difesa. Si accoppia in dicembre o gennaio. L a femmina, provvista di numerose mammelle, dopo una gestazione di circa due mesi, partorisce da 4 a 12 piccoli.
Insettivori
Sono così chiamati perché si nutrono di insetti. Sono plantigradi ed hanno dentatura completa.
TALPA (Talpa europea)
E’ lunga 15 cm. Circa. Ha corpo tozzo coperto di pelo nero con riflessi metallici pregiato per la sua morbidezza, muso allungato a cuneo, le orecchie prive di padiglione ma di udito finissimo, gli occhi piccolissimi immersi nel pelo, le zampe anteriori adoperate per scavare il terreno larghe e nude provviste di unghie lunghe, larghe, robuste e taglienti nella punta. Conduce vita sotterranea nei campi dove scava gallerie alla ricerca di lombrichi e insetti di cui si nutre. Di appetito insaziabile ripercorre con brevi pause continuamente le gallerie prodotte. Si rende dannosa per i danni che provoca alle radici, ma contribuisce alla permealizzazione del terreno e alla eliminazione di larve e insetti. Si accoppia in primavera. La gestazione dura un mese. Dà alla luce dai 2 ai 6 piccoli.
TOPORAGNO (Sorex araneus)
RICCIO (Erinaceus europaeus)
Chirotteri
Gli unici mammiferi adattati al volo.
Comprendono diverse specie. La più diffusa nel parco è quella del pipistrello nano (pipistrellus pipistrellus). Hanno il corpo ricoperto di un tegumento peloso, ali costituite da una membrana tesa tra gli arti anteriori lunghissimi i lati del corpo e gli arti posteriori. Conducono una vita notturna. Si nutraono di insetti che migliaia catturano nei loro voli guidati dall’odorato e dall’udito finissimo, oltre che da un sorprendente sistema radar. Emettono ultrasuoni che poi captano individuando esattamente la preda o l’ostacolo. Vivono nelle crepe dei muri, tra gli interstizi delle case disabitate, nelle cavità degli alberi. Passano l’inverno in letargo avvolti nella membrana alare, respirando appena e utilizzando le riserve di grasso accomulato. Le femmine, provviste di 2 mammelle pettorali, possono conservare nel periodo invernale il seme maschile inutilizzato e procedere alla fecondazione nella primavera successiva. I piccoli nascono tra maggio e luglio e sono in genere 2.
lascia un commento


Copyright 2009 - 2020 by BeSt - Tutti i diritti riservati.

Benvenuti a
Copyright 2009/2020 by BeSt - Tutti i diritti riservati.

Torna ai contenuti