Rettili e Anfibi del parco del ticino - BENVENUTI A MORIMONDO

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RETTILI E ANFIBI
Rettili e Anfibi nel Parco del Ticino
Gli Anfibi sono una classe dei Cordati Vertebrati di origine antichissima. Essi sono animali eterotermi, cioè al pare dei rettili, la temperatura corporea è influenzata da quella ambientale; hanno pelle nuda sotto la quale una fitta serie di ghiandole ne determina il colore: I sessi sono differenziati e l'accoppiamento ha luogo nell'acqua. La riproduzione avviene mediante uova, deposte in masse gelatinose e dalle quali nascono larve, dette girini, dalla vita esclusivamente acquatica. Infatti essi respirano mediante branchie, le quali nel corso di varie modificazioni (prima esterne poi interne) scompaiono venendosi a formare due polmoni. L'alimentazione di norma è a base di vegetali nei girini, e di invertebrati negli adulti. Nel Parco, ambiente particolarmete ricco di zone umide, gli Anfibi sono molto diffusi, costituendo un anello di primaria importanza nella catena alimentare. Infatti oltre a distruggere una moltitudine di insetti, essi sono predati sia da adulti che allo stato di girino da numerosissimi animali quali la bisca d'acqua, i corvi, gli aironi, i pesci e non ultimo, dall'uomo che, di alcune specie, ne apprezza le qualità gastronomiche.
I Rettili
I Rettili invece sono rappresentati da pochi ordini rispetto a tempi lontani, in cui ebbero il dominio del Pianeta (basti pensare ai Dinosauri). Si differenziano nettamente dagli Anfibi per diversi caratteri: fra l'altro la cute è ricoperta da squame cornee, talvolta rinforzate (cheloni). La riproduzione avviene generalmente per oviparità, con fecondazione interna e la deposizione è effettuata nell'ambiente, in luoghi protetti. In alcuni casi la madre stessa protegge le uova con il proprio corpo. Nell'ambito delle zone protette del Parco vivono due specie di Anfibi e uno di rettile particolarmente rare: la rana di lataste, il rospo bruno e la testuggine palustre, che conferiscono prestigio al Parco e, allo stesso tempo, responsabilità per la tutela degli ambienti in cui vivono.
Natrice da collare (Natrix natrix)
Testuggine palustre (Emys orbicularis)

Anuromorfi
Appartenenti alla classe degli Anfibi, vengono pure detti Saltatori per il loro particolare tipo di locomozione, favorita dagli arti posteriori molto lunghi. Da adulti gli Anuri mancano della coda.
RANA COMUNE (Rana esculenta)
RAGANELLA (Hyla arborea)
RANA DI LATASTE (Rana latastei)
Specie endemica della pianura lombardo-veneta, anche la rana di lataste limita i suoi contatti con l’acqua all’epoca della riproduzione. Di colore rossiccio con il ventre biancastro, possiede una sorta di mascherina sotto gli occhi oltre a dalle macchie violacee sotto la gola. Specie particolarmente rara, subisce in maniera disastrosa l’uso dei diserbanti in agricoltura. Altro grosso inconveniente che rischia di portarla sull’orlo dell’estinzione è costituito dalla distruzione dei boschi, che sono il suo ambiente di elezione, isolando così le popolazioni e impedendo quindi quegli scambi genetici necessari allo sviluppo delle popolazioni stesse.
RANA DALMATINA (Rana dalmatica)
ROSPO COMUNE (Bufo bufo)
ROSPO COMUNE O DELLA VANGA (Pelobates cuscus insubricus)
Il curioso nome di questo rospo deriva dal fatto che possiede una escrescenza cornea sulle zampe anteriori che usa per scavare le buche in cui suole nascondersi. Ha un colore bruno con la cute liscia e quindi molto permeabile all’umidità. Altre particolarità di questo anfibio sono i grandi occhi con le pupille verticali. E’ di costumi prettamente notturni e quindi di difficile osservazione. La distribuzione dell’habitat ne ha causato la rarefazione tanto da essere incluso nella lista deglia animali in via di estinzione dell’U.I.C.N. (Unione internazionale per la conservazione della natura).
Urodelomorfi
Ordine della classe degli Anfibi, hanno la caratteristica di possedere la coda per tutta la vita. Altre particolarità sono il corpo affusolato, adatto al nuoto, pelle nuda e le zampe molto esili. La riproduzione avviene mediante deposizione di uova, non mancano però specie vivipare, che depongono cioè piccoli vivi. La respirazione delle larve avviene mediante le branchie che in alcuni casi vengono conservate alla stadio di adulto.
TRITONE CRESTATO (Tritunus cristatus)
SALAMANDRA COMUNE (Salamandra salamandra)
Di colore nerastro con macchie gialle sparse sul corpo, è tipica abitatrice delle zone molto umide. La pelle secerne un liquido inoffensivo nei confronti dell’uomo, salvo non venga a contatto con tessuti particolarmente delicati quale può essere per esempio l’occhio. Si nutre di numerosi insetti, risultando oltremodo utile.
Sauri
Si differenzia dagli Ofidi per la presenza di quattro arti, la cui forma varia a secondo dell’habitat. La palpebra è mobile mentre negli Ofidi è immobile mentre le mandibole sono connesse fra di loro da un legamento elastico.
RAMARRO (Lacerta viridis)
ORBETTINO (Anguis fragilis)
Questo grazioso sauro ha dato origine a una serie di infondate leggende che dicono molto sulla paura che l’uomo ha di tutto ciò che striscia. Innanzitutto l’orbettino è assolutamente innocuo; la mancanza di zampe deriva solamente da una lunga evoluzione ed è dotato di palpebre come le sue parenti lucertole. E’ pure in grado di perdere la coda. Di abitudini crepuscolari l’orbettino si nutre di lumache ed altri invertebrati, frequenta soprattutto prati cespugliati e sassosi.
Ofidi
L’assenza di arti costituisce la loro caratteristica più evidente, altre a presentare la possibilità di aprire smisuratamente la bocca, che consente loro di nutrirsi di prede particolarmente grosse.
VIPERA COMUNE O ASPIDE (Vipera aspis)
NATRICE DA COLLARE (Natrix natrix)
BIACCO (col uber viridiflavus)
Di colore nero con ventre giallastro e di dimensioni cospicue potendo raggiungere i due metri di lunghezza. Innocuo, si nutre soprattutto di topi risultando oltremodo utile. Si riproduce deponendo uova che vengono riscaldate dal sole. Il piccolo, terminata l’incubazione, uscirà da solo dall’involucro, iniziando a predare gli insetti e micromammiferi.
Cheloni
Particolare ordine di rettili che raccoglie le note tartarughe. Hanno il dorso e il ventre protetti da piastre ossee che prendono il nome di dorso di carapace e sul ventre di piastrone.
TESTUGGINE PALUSTRE (Emys orbicularis)
Si tratta di una piccola tartaruga con la corazza color giallo-nero. Vive a stretto contatto con gli ambienti umidi dai quali non si allontana mai. Particolarmente timida è molto difficile poterla osservare, anche perché a tutt’oggi e piuttosto rara, vittima delle indiscriminate bonifiche. Le uova vengono deposte nel fango della riva. La dieta è prevalentemente carnivora, nutrendosi di larve di insetti, vermi, molluschi, girini e pesci.

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